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	<title>BePiccoloImprenditore</title>
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	<description>Solo un altro blog Edizioni BE</description>
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		<title>Occupazione: -1,8% nelle grandi imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;occupazione nelle grandi imprese a maggio in calo dell&#8217;1,8% Nel mese di maggio 2010, l’indice dell’occupazione nelle grandi imprese comprese nel campo di osservazione dell’indagine, depurato dagli effetti della stagionalità, ha registrato una variazione congiunturale di meno 0,1% al lordo della c.i.g. e una variazione nulla al netto dei dipendenti in c.i.g. Nel confronto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1991" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/fabbrica1.jpg" alt="" width="489" height="306" /></p>
<p><em><strong>L&#8217;occupazione nelle grandi imprese a maggio in calo dell&#8217;1,8%<br />
</strong></em><br />
Nel mese di<strong> maggio 2010</strong>, l’indice dell’occupazione nelle grandi imprese comprese nel campo di osservazione dell’indagine, depurato dagli effetti della stagionalità, ha registrato una variazione congiunturale di<strong> meno 0,1%</strong> al lordo della c.i.g. e una variazione nulla al netto dei dipendenti in c.i.g.</p>
<p><span id="more-1990"></span></p>
<p>Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi e quella dei tre mesi precedenti (dicembre 2009-febbraio 2010) si è registrato un <strong>calo dello 0,3%</strong> al lordo della c.i.g. e una variazione nulla al netto della c.i.g.</p>
<p>In termini tendenziali sono state registrate <strong>variazioni negative dell’1,8% </strong>al lordo della c.i.g. e dello <strong>0,5% </strong>al netto della c.i.g. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2010 la variazione media dell’occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2009, è stata di <strong>meno 1,9% a</strong>l lordo della c.i.g. e di<strong> meno 1,2%</strong> al netto della c.i.g.</p>
<p>Nel mese di <strong>maggio 2010</strong> l’indice dell’<strong>occupazione</strong> alle dipendenze nelle grandi imprese dell’industria ha registrato, al netto della stagionalità, una variazione, rispetto al mese precedente, di meno<strong> 0,1% </strong>al lordo della c.i.g. e di più <strong>0,5% </strong>al netto della c.i.g. La variazione, nella media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre precedenti, è stata di meno <strong>0,6%</strong> al lordo della c.i.g. e di <strong>meno 0,1%</strong> al netto della c.i.g.</p>
<p>L’occupazione nelle grandi imprese dell’industria ha segnato, in termini tendenziali, una diminuzione del<strong> 2,6%</strong> al lordo dei dipendenti in c.i.g. e un aumento dell’<strong>1,1%</strong> al netto dei dipendenti in c.i.g. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2010 la variazione dell’occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2009, è stata di <strong>meno 2,8%</strong> al lordo della c.i.g. e di <strong>meno 0,8%</strong> al netto della c.i.g.</p>
<p>A<strong> maggio 2010 il</strong> ricorso alle ore di lavoro straordinario, nella media delle grandi imprese comprese nel campo di osservazione dell’indagine, è stato pari al <strong>4,6%</strong> delle ore ordinarie; l’incidenza è stata del 4,0% nelle grandi imprese dell’industria e del<strong> 5,0%</strong> in quelle dei servizi. La retribuzione lorda per ora lavorata nel totale delle grandi imprese ha presentato a maggio un aumento (al netto della stagionalità) dello <strong>0,7% </strong>rispetto al mese precedente e un calo dell<strong>’1,6%</strong> nella media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti. La variazione tendenziale, misurata sull’indice grezzo, è di meno <strong>0,9%. </strong>Nella media dei primi cinque mesi la retribuzione lorda per ora lavorata ha registrato un incremento dell’1<strong>,9% </strong>rispetto allo stesso periodo del <strong>2009</strong>.</p>
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		<title>Confcommercio e Equitalia insieme a sostegno delle imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 10:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accordi & Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Attilio Befera]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Sangalli]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno imprese]]></category>

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		<description><![CDATA[Sangalli: &#8220;instaurare un sistema di relazioni più moderne e facilitare gli adempimenti dei contribuenti&#8221; Filo diretto tra Equitalia e Confcommercio Imprese per l’Italia grazie all’accordo quadro biennale siglato oggi dal presidente della società pubblica di riscossione, Attilio Befera e il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. L’accordo, che segue quelli già stipulati da tempo con altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1988" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/financing_photo-copia-e1280314625665.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><em><strong>Sangalli: &#8220;instaurare un sistema di relazioni più moderne e facilitare gli adempimenti dei contribuenti&#8221;</strong></em></p>
<p>Filo diretto tra <strong>Equitalia</strong> e<strong> Confcommercio Imprese per l’Italia</strong> grazie all’accordo quadro biennale siglato oggi dal presidente della società pubblica di riscossione, <strong>Attilio Befera</strong> e il presidente di Confcommercio, <strong>Carlo Sangalli</strong>.</p>
<p><span id="more-1987"></span></p>
<p>L’<strong>accordo</strong>, che segue quelli già stipulati da tempo con altri soggetti rappresentanti il mondo produttivo e delle imprese, getta le basi di un’intensa collaborazione sul territorio nazionale per fornire assistenza alle realtà imprenditoriali, demandando agli<strong> Agenti della riscossion</strong>e e alle strutture territoriali di <strong>Confcommercio</strong> la stipula di intese a livello locale incentrate sulla consulenza, formazione, informazione e altre soluzioni dedicate.</p>
<p>Elemento importante dell’accordo è, inoltre, la previsione di<strong> incontri specific</strong>i per monitorare i risultati raggiunti a livello locale dalle due istituzioni e rimuovere eventuali criticità.</p>
<p>L’<strong>iniziativa</strong> attivata si inserisce in un’ampia prospettiva di collaborazione con l’associazionismo in linea con il piano industriale di <strong>Equitalia</strong>, che individua tra i compiti primari l’ascolto del <strong>contribuente </strong>e l’utilizzo di nuovi strumenti di relazione, soprattutto nei momenti di difficoltà per cittadini e imprese.</p>
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		<title>Microcredito: Unioncamere e Comitato nazionale firmano accordo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 13:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accordi & Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>
		<category><![CDATA[accordo quadro]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ferruccio Dardanello]]></category>
		<category><![CDATA[microcredito]]></category>
		<category><![CDATA[rilancio pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dardanello: dal microcredito un’opportunità per lo sviluppo dell’auto-impiego e il rilancio delle pmi “Il tema del credito è cruciale per ogni iniziativa imprenditoriale, ma lo è ancora di più in questo momento in cui la nostra economia sta uscendo dalla crisi” ha detto oggi il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, in occasione della firma a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1984" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/Euro-Money.jpg" alt="" width="425" height="282" /></p>
<p><em><strong>Dardanello: dal microcredito un’opportunità per lo sviluppo dell’auto-impiego e il rilancio delle pmi</strong></em><br />
<em><br />
“Il tema del credito è cruciale per ogni iniziativa imprenditoriale, ma lo è ancora di più in questo momento in cui la nostra economia sta uscendo dalla crisi”</em> ha detto oggi il Presidente di <strong>Unioncamere</strong>, <strong>Ferruccio Dardanell</strong>o, in occasione della <strong>firma</strong> a Palazzo Chigi dell’<strong>accordo quadro </strong>tra <strong>Unioncamere</strong> e <strong>Comitato nazionale</strong> per il <strong>microcredito</strong>.</p>
<p><span id="more-1983"></span></p>
<p><em>“Tanti italiani che in questi due anni hanno perso il lavoro –</em> ha aggiunto <strong>Dardanello</strong> &#8211; <em>sono oggi alla ricerca di un’occasione per avviare un’attività in proprio e la disponibilità di un finanziamento, anche di piccola entità, può essere spesso determinante per il successo di questi che sono progetti di vita, su cui si gioca il futuro di tante famiglie. Allo stesso modo, tante piccole e piccolissime imprese che hanno resistito ai momenti più difficili nei mesi scorsi, oggi potrebbero agganciare più facilmente la ripresa se potessero contare su un accesso al credito più flessibile e ritagliato sulle loro esigenze. Siamo convinti che l’intesa siglata oggi potrà contribuire a sviluppare queste forme di finanziamento, ‘<strong>minori</strong>’ solo per gli importi coinvolti, non certo per l’importanza altissima che possono avere in termini di rilancio dell’occupazione e tenuta sociale”. </em></p>
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		<title>Assolombarda: accordo con i sindacati sulla sicurezza</title>
		<link>http://bepiccoloimprenditore.it/1978/assolombarda-accordo-con-i-sindacati-sulla-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Assolombarda]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[Assolombarda e i sindacati milanesi rinnovano l&#8217;impegno contro gli infortuni sul lavoro Imprenditori e sindacati dei lavoratori rinnovano l&#8217;impegno e rilanciano le iniziative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. E’ stato, infatti, firmato oggi un nuovo accordo tra Assolombarda e Cgil-Cisl-Uil Milano che permetterà di tradurre in pratica le disposizioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1941" src="http://becommerciale.it/files/2010/07/Assolombarda-e1280148782409.jpg" alt="" width="310" height="172" /></p>
<p><em><strong>Assolombarda e i sindacati milanesi rinnovano l&#8217;impegno contro gli infortuni sul lavoro</strong></em></p>
<p>Imprenditori e sindacati dei lavoratori rinnovano l&#8217;impegno e rilanciano le iniziative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. E’ stato, infatti, firmato oggi un nuovo accordo tra Assolombarda e Cgil-Cisl-Uil Milano che permetterà di tradurre in pratica le disposizioni del Decreto Legislativo n. 81 del 2008 in merito alla definizione del ruolo e dei rapporti fra le parti sociali a livello territoriale in materia di sicurezza sul lavoro.</p>
<p><span id="more-1978"></span></p>
<p>Con tale accordo saranno aggiornate e implementate le attività già realizzate in questi anni dall’Organismo Paritetico Provinciale (OPP) – costituito fin dal 1995 da Assolombarda e Cgil-Cisl-Uil Milano – su un tema unanimemente considerato di importanza centrale. In tale ambito, verrà tra l’altro dedicata particolare attenzione ai nuovi soggetti, sia aziende che lavoratori, che saranno coinvolti nelle attività connesse alla realizzazione di Expo 2015.</p>
<p>Firmando l&#8217;intesa, il Vicepresidente di Assolombarda, Gian Francesco Imperiali e i Segretari Generali di Cgil, Cisl, Uil Milano, Onorio Rosati, Danilo Galvagni e Valter Galbusera hanno ribadito: &#8220;Da tempo il tema della salute e sicurezza impegna le nostre organizzazioni in uno sforzo progettuale e realizzativo che spazia dal dialogo con le Istituzioni locali, alla realizzazione di approfondimenti tematici, alla fondamentale attività di progettazione di interventi formativi rivolti a una pluralità di soggetti. L&#8217;adeguamento alle nuove norme è per noi stimolo e occasione per una &#8216;ripartenza&#8217; che riguardi in particolare proprio le iniziative formative: strumento indispensabile sia per favorire la corretta applicazione delle norme, che per accrescere il livello generale di consapevolezza sulla centralità delle questioni legate alla prevenzione degli infortuni sul lavoro&#8221;.</p>
<p>L’impegno comune di Assolombarda e Cgil, Cisl, Uil Milano ha prodotto finora importanti risultati: in questi anni oltre 5.700 Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e più di 1.500 altri lavoratori sono stati coinvolti in specifici interventi formativi.</p>
<p>Questo impegno è confermato anche dai dati positivi che vedono per il territorio lombardo, nel 2009, un calo del 10,3% degli infortuni denunciati (contro il -3,8% del 2008). Il territorio milanese, in particolare, registra una media di infortuni per numero di lavoratori occupati fra le più basse delle Province lombarde.</p>
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		<title>Istat: nel 2008 cresce l&#8217;economia sommersa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[economia sommersa]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro in nero]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[sommerso economico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lavoro in nero nell&#8217;2008 vale tra i 255 e 275 miliardi di euro Nel 2008 il valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso economico è compreso tra un minimo di 255 e un massimo 275 miliardi di euro. Il peso dell’economia sommersa è compreso tra il 16,3% e il 17,5% del Pil (nel 2000 era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1975" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/agricolutra.jpg" alt="" width="480" height="331" /></p>
<p><em><strong>Il lavoro in nero nell&#8217;2008 vale tra i 255 e 275 miliardi di euro</strong></em></p>
<p>Nel <strong>2008</strong> il valore aggiunto prodotto nell’area del <strong>sommerso</strong> <strong>economico</strong> è compreso tra un minimo di <strong>255</strong> e un massimo<strong> 275 miliardi di euro</strong>. Il peso dell’economia sommersa è compreso tra il <strong>16,3%</strong> e il 1<strong>7,5%</strong> del <strong>Pil</strong> (nel 2000 era tra 18,2 e 19,1%).</p>
<p><span id="more-1974"></span></p>
<p>Tra il <strong>2000</strong> e il <strong>2008</strong> l’ammontare del valore aggiunto sommerso registra una tendenziale flessione, pur mostrando andamenti alterni: la quota del <strong>sommerso economico</strong> sul <strong>Pil</strong> raggiunge il picco più alto (19,7%) nel <strong>2001</strong>, per poi decrescere fino al <strong>2007</strong> (17,2%) e mostrare segnali di ripresa nel <strong>2008</strong> (17,5%).</p>
<p>Il fenomeno dell’economia sommersa è molto complesso e la sua dimensione può essere stimata analizzando i diversi <strong>comportamenti fraudolent</strong>i assunti dagli operatori economici per evadere il sistema fiscale e contributivo. La pratica dell<strong>’utilizzo di lavoro non regolare</strong>, ad esempio, è strettamente connessa al mancato versamento dei contributi sociali: nel <strong>2008</strong> erano circa <strong>2 milioni e 958 mila</strong> le unità di lavoro non regolari.</p>
<p>Questa componente, che rappresenta l’<strong>11,9% </strong>dell’input d<strong>i lavoro complessivo nel 2008</strong>, raggiunge il<strong> 12,2% nel 2009</strong>. Se le prestazioni lavorative sono non regolari, e quindi non direttamente osservabili, producono un reddito che non viene dichiarato dalle unità produttive che le impiegano. Nel <strong>2008</strong> l’<strong>incidenza</strong> del valore aggiunto prodotto dalle unità produttive che impiegano lavoro non regolare risulta pari al <strong>6,5%</strong> del <strong>Pil</strong>, in calo rispetto al <strong>2000</strong> quando ne rappresentava il <strong>7,5%</strong>. Ma l’impiego di lavoro non regolare rappresenta soltanto una componente dell’economia sommersa.</p>
<p>La parte più rilevante del fenomeno è costituita dalla sotto dichiarazione del <strong>fatturato</strong> e dal <strong>rigonfiamento</strong> dei costi impiegati nel processo di produzione del reddito. Nel 2008 l’incidenza del<strong> valore aggiunto non dichiarato </strong>dovuto alle suddette componenti raggiunge il <strong>9,8%</strong> del <strong>Pil</strong> (era il 10,6% nel 2000). A livello settoriale l’<strong>evasione fiscale </strong>e contributiva è più diffusa nei settori dell’<strong>Agricoltura</strong> e dei <strong>Servizi</strong>, ma è rilevante anche nell’<strong>Industria</strong>.</p>
<p>Se si considera la sola economia di mercato, senza considerare, cioè, il valore aggiunto prodotto dai servizi non market forniti dalle <strong>Amministrazioni</strong> <strong>pubbliche</strong>, il sommerso nel 2008 rappresenta il <strong>20,6% </strong>del <strong>Pil</strong>, contro il<strong> 17,5% </strong>calcolato per l’intera economia.</p>
<p>La valutazione dell’economia sommersa effettuata dall’Istat individua una “<strong>forchetta</strong>” di stime: il valore inferiore di quest’ultima è dato dalla parte del <strong>prodotto interno lordo italiano</strong> che è certamente ascrivibile al sommerso economico; quello superiore si riferisce, invece, alla parte del <strong>Pil</strong> che presumibilmente deriva dal sommerso economico ed ingloba anche una componente di più difficile quantificazione, data la commistione esistente tra problematiche di natura statistica e quelle di tipo più prettamente economico.</p>
<p>Nel 2008 il valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso economico risulta compreso tra un minimo di 255 miliardi di euro e un massimo di <strong>275 miliardi </strong>di euro, pari rispettivamente a<strong>l 16,3%</strong> e al <strong>17,5% del </strong><strong>Pil</strong>. Nel 2000 l’ampiezza dell’economia sommersa oscillava tra i <strong>217</strong> e i <strong>228 miliardi di euro</strong>, rispettivamente il <strong>18,2%</strong> e il <strong>19,1%</strong> del Pil.</p>
<p>Fonte immagine: <em>Finanzainchiaro.it</em></p>
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		<title>Alvise Biffi nominato Presidente dei Giovani Imprenditori di Assolombarda</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Assolombarda]]></category>
		<category><![CDATA[Alvise Biffi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Imprenditori Assolombarda]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>

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		<description><![CDATA[È Biffi, trentun anni, il nuovo Presidente dei Giovani Imprenditori e VIcepresidente di Assolombarda Alvise Biffi è il nuovo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda per il prossimo triennio. Biffi è stato eletto nel corso dell’Assemblea annuale del Gruppo tenutasi a Milano e diventa così anche Vicepresidente di diritto di Assolombarda. Alvise Biffi, 31 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1970" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/Alvise-Biffi.jpg" alt="" width="253" height="340" /></p>
<p><em><strong>È Biffi, trentun anni, il nuovo Presidente dei Giovani Imprenditori e VIcepresidente di Assolombarda</strong></em></p>
<p><strong>Alvise Biffi</strong> è il nuovo <strong>Presidente</strong> del <strong>Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda </strong>per il prossimo triennio. <strong>Biffi</strong> è stato eletto nel corso dell’<strong>Assemblea</strong> annuale del Gruppo tenutasi a <strong>Milano</strong> e diventa così anche <strong>Vicepresidente</strong> di diritto di <strong>Assolombarda</strong>.</p>
<p><span id="more-1969"></span></p>
<p><strong>Alvise Biffi</strong>, 31 anni, laureato in economia aziendale all’Università Bocconi di Milano, è fondatore e amministratore della<strong> Secure Network S.r.l. </strong>di Sesto San Giovanni, azienda specializzata in consulenza, formazione e tecnologie innovative per la sicurezza informatica. Iscritto al <strong>Gruppo Giovani Imprenditori </strong>di Assolombarda dal 2005, Biffi attualmente è<strong> Presidente di Zona Nord dell’Organizzazione Zonale </strong>di Assolombarda –l’organismo che affianca le imprese sul territorio, in questo caso nei 14 comuni dell’hinterland milanese che vanno da Bollate a Cologno Monzese, dove Assolombarda conta circa <strong>750 imprese associate</strong> – incarico questo che, per Statuto, dovrà ora lasciare, mentre continuerà a ricoprire la carica di Vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia.</p>
<p>Il <strong>Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda</strong>, fondato nel 1964, riunisce imprenditori, figli di imprenditori e dirigenti di aziende iscritte all’Associazione, di età compresa tra i<strong> 18 e i 40 anni.</strong> Tra gli scopi principali del Gruppo quelli di promuovere e sviluppare, nella formazione culturale dei <strong>giovani imprenditori</strong>, la consapevolezza della funzione economica ed etico-sociale dell’impresa e di approfondire la conoscenza delle tematiche economiche, politiche, sociali e aziendali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Manovra: &#8220;Bene Tremonti, nuove tasse allontanerebbero ripresa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Galassi]]></category>
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		<description><![CDATA[Galassi su manovra: &#8220;E&#8217; nella riduzione degli sprechi nella Pubblica Amministrazione e nella lotta all&#8217;evasione fiscale che vanno cercate le risorse&#8221; &#8220;Accogliamo con un sospiro di sollievo le dichiarazioni del Ministro Tremonti, che oggi ha annunciato che la prossima manovra finanziaria non conterrà un aumento del peso fiscale &#8211; afferma Paolo Galassi, Presidente di Confapi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1966" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/galassi.jpg" alt="" width="528" height="382" /></p>
<p><em><strong>Galassi su manovra: &#8220;E&#8217; nella riduzione degli sprechi nella Pubblica Amministrazione e nella lotta all&#8217;evasione fiscale che vanno cercate le risorse&#8221;<br />
</strong></em><br />
<em>&#8220;Accogliamo con un sospiro di sollievo le dichiarazioni del Ministro <strong>Tremonti</strong>, che oggi ha annunciato che la prossima manovra finanziaria non conterrà un aumento del peso fiscale</em> &#8211; afferma <strong>Paolo Galassi</strong>, Presidente di <strong>Confapi</strong> -<em> Tasse più pesanti non farebbero altro che allontanare la ripresa, minando la sopravvivenza di numerose piccole e medie imprese, oltre al futuro di migliaia di lavoratori&#8221;.</em></p>
<p><span id="more-1965"></span></p>
<p><em>&#8220;E&#8217; nella riduzione degli <strong>sprechi nella Pubblica Amministrazione</strong> e nella lotta all&#8217;<strong>evasione fiscale</strong> che vanno cercate le <strong>risorse</strong></em> &#8211; prosegue <strong>Galassi</strong> &#8211; <em>Siamo sicuri che il <strong>Ministro</strong> saprà affrontare questa nuova sfida col rigore che lo contraddistingue. Dopotutto è grazie a quello se l&#8217;Italia non si trova nella stessa condizione della <strong>Grecia</strong>&#8220;.</em></p>
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		<title>Unioncamere: imprese, lo sguardo è già oltre la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>
		<category><![CDATA[Camere di commercio]]></category>
		<category><![CDATA[cessazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ferruccio Darndanello]]></category>
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		<description><![CDATA[Si consolida la ripresa delle iscrizioni, continua il calo delle cessazioni In recupero anche gli artigiani (+0,4%) Segnali di fiducia più robusti dal sistema imprenditoriale italiano che ha ripreso a guardare in avanti e a scommettere sul mercato. Si può leggere in questa chiave il dato positivo che emerge dalla rilevazione sulla nati-mortalità delle imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1962" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/crisi-imprese.jpg" alt="" width="450" height="326" /></p>
<p><em><strong>Si consolida la ripresa delle iscrizioni, continua il calo delle cessazioni In recupero anche gli artigiani (+0,4%)<br />
</strong></em><br />
Segnali di <strong>fiducia</strong> più robusti dal sistema imprenditoriale italiano che ha ripreso a guardare in avanti e a scommettere sul mercato. Si può leggere in questa chiave il dato positivo che emerge dalla <strong>rilevazione</strong> <strong>sulla nati-mortalità delle imprese italiane </strong>nel secondo trimestre dell’anno fotografati attraverso <strong>Movimprese</strong>, la rilevazione trimestrale condotta per <strong>Unioncamere</strong> da <strong>InfoCamere</strong> – la società consortile di informatica delle <strong>Camere di Commercio italiane</strong>.</p>
<p><span id="more-1961"></span></p>
<p>Tra<strong> aprile e giugno</strong>, infatti, il bilancio anagrafico delle imprese italiane è stato <strong>positivo</strong> per 4<strong>7.221 unità</strong> (lo 0,78% in più). Si tratta del<strong> miglior risultato nel II trimestre </strong>degli ultimi otto anni, dopo quello del <strong>2004</strong> (che risultò maggiore di 2.013 unità). Il <strong>saldo </strong>del trimestre è frutto di un significativo aumento delle<strong> nuove iscrizioni</strong>, pari<strong> a 107.306 unità </strong>(9.465 in più rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente) e di una più significativa <strong>diminuzione delle cessazioni, </strong>scese a <strong>60.085 unità</strong> (9.750 in meno di quelle del II trimestre 2009).</p>
<p>Il gioco dei due flussi riporta così il<strong> tasso di crescita </strong>del periodo (+0,78%) ad avvicinarsi ai valori del 2004 e del 2005, superando la serie poco brillante degli ultimi quattro anni. In particolare, è da notare come mentre il flusso delle <strong>nuove iscrizioni </strong>appare consolidarsi su livelli ‘<strong>normali</strong>’, quello delle cessazioni stia perdendo il carattere ‘<strong>emorragico</strong>’ degli ultimi due anni, per ritornare ad un ritmo più fisiologico dei ricambi e delle sostituzioni.</p>
<p>Continua infine ad allargarsi &#8211; seppure restando in termini numerici molto contenuti &#8211; l’area delle<strong> imprese a rischio chiusura</strong> come conseguenza dell’apertura di procedure fallimentari. Nel secondo trimestre del <strong>2010 sono</strong> state <strong>3.505</strong> le aziende che hanno portato i libri in tribunale, a fronte delle <strong>2.897</strong> che avevano fatto lo stesso nel corrispondente periodo del 2009, facendo passare l’indicatore di riferimento dallo <strong>0,48</strong> allo<strong> 0,57 </strong>ogni mille imprese registrate.<br />
<em><br />
“Si stanno ricostituendo le condizioni per operare bene sul mercato e gli italiani stanno rispondendo con fiducia, ridando forza al tessuto imprenditoriale. E’ un segnale importante, perché la fiducia nell’impresa è la base per restituire slancio alle attività e rimettere in moto il circuito che porta alla crescita dei salari e dell’occupazione”.</em> Così il commento del Presidente di Unioncamere,<strong> Ferruccio Dardanello</strong>, ai dati <strong>Movimprese</strong>.<br />
<em><br />
“Il lavoro resta infatti la priorità cui guardare, e l’estensione dell’area delle imprese in difficoltà che ci segnalano le aperture fallimentari, deve indurci a non sottovalutare le code della crisi e i suoi effetti negativi più strutturali. Per sostenere questa rinnovata vitalità, che è un vero e proprio ‘movimento di massa’, occorre insistere nella semplificazione delle procedure necessarie non solo per avviare un’attività d’impresa ma, soprattutto, per gestirla. Su questo fronte sarà importante dare attuazione alle recenti proposte del Governo in materia e realizzare in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale, lo sportello unico per le attività produttive.”</em></p>
<p>Fonte immagine: <em>Educationtime.it</em></p>
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		<title>Crisi: imprese italiane ancora in difficoltà sul credito</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 12:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno finanaziario]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservatorio sul credito nel secondo trimestre 2010: imprese ancora in difficoltà, permangono alcune rigidità nei rapporti con il sistema bancario Imprese ancora in difficoltà a far fronte al proprio fabbisogno finanziario nel secondo trimestre del 2010: non ce la fa quasi il 14% del campione e diminuiscono le imprese in grado di fronteggiare autonomamente questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1958" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/credito-imprese.jpg" alt="" width="268" height="380" /></p>
<p><em><strong>Osservatorio sul credito nel secondo trimestre 2010: imprese ancora in difficoltà, permangono alcune rigidità nei rapporti con il sistema bancario<br />
</strong></em><br />
Imprese ancora in difficoltà a far fronte al proprio fabbisogno finanziario nel<strong> secondo trimestre del 2010:</strong> non ce la fa quasi il <strong>14%</strong> del campione e diminuiscono le imprese in grado di fronteggiare autonomamente questa esigenza (poco più del <strong>50%</strong> rispetto ad oltre il <strong>60% </strong>del primo trimestre).</p>
<p><span id="more-1957"></span></p>
<p>Parallelamente, si registra un irrigidimento nell’offerta di <strong>credito</strong> sintetizzata dal dato, complessivo, di quasi un quarto di imprese, tra quelle che si sono rivolte alle banche per chiedere un <strong>fido</strong>, che ha ottenuto un importo inferiore a quello richiesto o si è visto <strong>rifiutare</strong> del tutto la richiesta del finanziamento; sempre sul versante dell<strong>’offerta di credito</strong>, a fronte di una sostanziale stabilità per quanto riguarda i <strong>costi del finanziamento </strong>e le garanzie richieste dalle banche, le imprese avvertono un peggioramento dei costi dei servizi bancari e delle altre condizioni.</p>
<p>Da segnalare, infine – ed è la prima volta che accade da un anno a questa parte – l’andamento positivo, superiore anche alla media nazionale, delle imprese del <strong>Mezzogiorno</strong> per quanto riguarda l’ottenimento dei finanziamenti, pur a fronte di un incremento del costo dei finanziamenti.</p>
<p>Questi i principali risultati che emergono dall’<strong>Osservatorio sul credito per le imprese del commercio</strong>, del turismo e dei servizi nel secondo trimestre del 2010 realizzato da Confcommercio in collaborazione con<strong> Format Ricerche di Mercato</strong>.</p>
<p>Diminuisce in modo significativo nel secondo trimestre del 2010 la capacità delle imprese del terziario di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario. L’indicatore congiunturale è risultato pari a<strong> +2,4</strong>, contro il +<strong>21,0 del primo trimestre del 2010</strong>, e del tutto simile al <strong>+2,5</strong> del quarto trimestre del 2009. Le imprese che nei mesi di aprile, maggio e giugno 2010 hanno dichiarato di essere state in grado di fare fronte al proprio <strong>fabbisogno finanziario</strong>, senza alcun problema, sono state il <strong>51,2%,</strong> le imprese che hanno dichiarato di essere riuscite a farvi fronte, ma con qualche problema, sono state il 35,1% e quelle che hanno dichiarato di non essere riuscite affatto a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono state il <strong>13,7%:</strong> una percentuale piuttosto alta.</p>
<p>Le imprese che più delle altre sono riuscite a fare fronte al<strong> fabbisogno finanziario </strong>nel secondo trimestre sono state quelle del<strong> Nord-Ovest</strong> e quelle del <strong>Nord-Est</strong>. Le imprese che meno delle altre sono riuscite a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono state quelle residenti nelle regioni del <strong>Centro Italia </strong>e del<strong> Sud Itali</strong>a.</p>
<p>La <strong>previsione</strong> delle imprese del <strong>terziario</strong> circa la capacità di riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nei prossimi tre mesi (luglio, agosto e settembre) è risultata leggermente migliore. L’<strong>indicatore previsionale </strong>è risultato pari a<strong> +4,0 (</strong>nel primo trimestre dell’anno era pari a +3,4).</p>
<p>Si mette in evidenza come le imprese del <strong>Meridione</strong>, a livello prospettico, prevedono per i mesi di<strong> luglio, agosto e settembre</strong> un miglioramento della propria capacità di fare fronte al fabbisogno finanziario delle proprie attività.</p>
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		<title>Accordo tra Enel e Pmi per soluzioni più veloci delle controversie</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
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		<category><![CDATA[accordo]]></category>
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		<category><![CDATA[Fulvio Conti]]></category>
		<category><![CDATA[intesa]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Malavasi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Venturi]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I primi passi nella liberalizzazione del mercato dell&#8217;energia hanno già posto un importante tassello sulla riduzione dei costi per  le Pmi.”. Così Ivan Malavasi ha commentato l’accordo raggiunto. Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti hanno sottoscritto con Enel un&#8217;intesa per una procedura di conciliazione paritetica su base volontaria delle controversie con i clienti business [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1947" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2010/07/Enel.jpg" alt="" width="493" height="378" /></p>
<p><em><strong>&#8220;I primi passi nella liberalizzazione del mercato dell&#8217;energia hanno già posto un importante tassello sulla riduzione dei costi per  le Pmi.”. Così Ivan Malavasi ha commentato l’accordo raggiunto.</strong></em></p>
<p><strong>Cna</strong>, <strong>Confagricoltura</strong>, <strong>Confapi</strong>, <strong>Confartigianato</strong>, <strong>Confcommercio</strong> e <strong>Confesercenti</strong> hanno sottoscritto con <strong>Enel</strong> un&#8217;intesa per una procedura di <strong>conciliazione</strong> paritetica su base volontaria delle controversie con i clienti business dell&#8217;elettricità e del gas, aderenti alle Confederazioni.</p>
<p><span id="more-1946"></span></p>
<p>Dopo un periodo di <strong>sperimentazione</strong> di sei mesi, la <strong>conciliazione</strong> potrà essere estesa fino a coinvolgere gli oltre <strong>2,5 milioni di aziende</strong>. L&#8217;intesa, auspicata anche dall&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica e il gas, si articola in un <strong>protocollo</strong> che fissa le <strong>linee-guida </strong>della procedura e in un regolamento attuativo che disciplina la fase di sperimentazione.</p>
<p>Tra i tipi di <strong>controversie</strong> oggetto dell&#8217;accordo, la gestione della riduzione di potenza o del distacco della fornitura per morosità; fatture di importi anomali rispetto alla media di quelli fatturati al cliente nei due anni precedenti; ricostruzione dei consumi a seguito del malfunzionamento del contatore; consumi presunti in acconto elevati ed anomali rispetto alla media dei consumi; gestione della rateizzazione per bollette particolarmente elevate, di conguaglio e non.</p>
<p>L&#8217;ad di <strong>Enel</strong> <strong>Fulvio Conti </strong>si è detto &#8220;<em>lieto di estendere anche al mondo delle imprese la procedura di conciliazione che, grazie all&#8217;accordo con le associazioni dei consumatori, è già una realtà per 30 milioni di famiglie circa. Sono certo &#8211; ha aggiunto Conti &#8211; che la nuova procedura di conciliazione contribuirà all&#8217;ulteriore miglioramento delle relazioni offrendo a tutti gli associati una migliore qualità del servizio con la riduzione dei tempi e dei costi necessari alla soluzione delle controversie e con un un&#8217;attività congiunta di analisi e monitoraggio del servizio offerto&#8221;.</em></p>
<p>Soddisfazione anche da parte delle associazioni delle piccole e medie imprese.</p>
<p>Per il presidente<strong> Cna, Ivan Malavasi,</strong> <em>&#8220;I primi passi nella liberalizzazione del mercato dell&#8217;energia hanno già posto un importante tassello nella costante ricerca di riduzione dei costi per artigiani e Pmi. L&#8217;introduzione del sistema della conciliazione contribuisce indubbiamente a sostenere le imprese in questi mesi di crisi. Contare su tempi certi nella risoluzione dei contenziosi è molto importante. Come è importante il clima di collaborazione costruttiva tra le associazioni dell&#8217;artigianato e delle piccole e medie imprese con il gruppo Enel&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;E&#8217; un&#8217;iniziativa mirata a prevenire, tramite la conciliazione on line, ogni eventuale difficoltà nei rapporti tra le piccole aziende associate ed i fornitori operanti sul mercato energetico&#8221;</em> evidenzia il presidente<strong> Confesercenti Marco Venturi.</strong></p>
<p>Fonte immagine:<strong> </strong><em>Riviera24.it</em></p>
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