
Il 67% delle pmi ritiene che il taglio dell’Irap sia la condizione necessaria per accrescere la competitività della propria impresa.
Questo è quanto emerge da un’indagine promossa dal Centro Studi Confapi su 1.500 pmi del nostro paese. Il restante 33% si divide tra coloro che non pensano che il taglio dell’Irap potrebbe ridare slancio (10%) e gli indecisi (23%).
Che l’Irap e, più in generale, la riduzione della pressione fiscale sia la priorità del sistema manifatturiero italiano è confermato anche dal 74% degli imprenditori che la invocano prima ancora di manovre sul credito.
“Per le aziende, l’eliminazione dell’Irap vorrebbe dire essere in grado di reggere la concorrenza e di investire in risorse umane e tecnologia” afferma Paolo Galassi, presidente di Confapi (120 mila imprese, 2,3 milioni di addetti).
“Senza un’iniezione di coraggio nelle scelte politiche, alla stregua di quello che sta avvenendo in Francia, il 2010 rischia di essere l’annus terribilis per le imprese e i lavoratori. Per questo - ha concluso Galassi - chiediamo ai sindacati di essere al nostro fianco”.

